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Antonello come Alex Zanardi, due destini che s'incrociano

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​La storia di Antonello Pizzi, 25enne di Larino, ricorda quella del suo idolo Alex Zanardi. Vittima di un grave incidente, che lo ha costretto su una sedia a rotelle, Antonello è riuscito a trasformare una sventura in un nuovo inizio. Tutto grazie ad una grande voglia di vivere



Il giorno che ha cambiato la vita di Antonello 

Quando raggiungiamo Antonello per farci raccontare la sua storia, non lo nascondiamo, avvertiamo un magone, un senso di sconfitta, di fronte alla vita di un ragazzo che sembrava essere stata segnata per sempre. È lui a trasformare, col suo sguardo pieno di speranza, quella sensazione negativa in grande ammirazione, in un insperato ottimismo.

Antonello si sposa molto giovane, a 21 anni, e diventa padre di due splendidi bambini. Conduce una vita normalissima, tra il lavoro di muratore e la grande passione per il ciclismo. Il 21 luglio del 2018 disputa una gara a Termoli, si qualifica terzo ed ha una gran voglia di festeggiare con la famiglia. La mattina dopo ha appuntamento con gli amici per una pedalata lungo la costa, è stanco, ma non riesce a dire di no ai compagni di tante avventure. Si fa forza, si prepara e inizia a pedalare fino a Vasto.

Da lì si interrompono i suoi ricordi, giusto un flash sull'incidente, sul forte impatto con quell'auto che lo catapulta a parecchi metri di distanza. Supera il lungo intervento "quasi per miracolo", dimostrando già allora il suo attaccamento alla vita. Trascorrono i 20 giorni di rianimazione e, a tre giorni dal risveglio, gli danno la notizia destabilizzante: non potrà più camminare. È travolto da un inevitabile senso di scoramento il giovane Antonello, del resto ha 24 anni e una vita davanti. Ma trova quasi immediatamente la forza di reagire.


La storia di Antonello si incrocia con quella di Alex Zanardi 

Trasferito a Sulmona in un centro di riabilitazione spinale, dopo un mese e mezzo è già autonomo. Si muove agevolmente sulla sedia e inizia a rinforzare i muscoli delle braccia, che sopperiranno alle gambe inermi. È proprio quel suo spirito combattivo ad ispirare l'idea della sua terapista: perché non partecipare all'iniziativa lanciata dall'ex campione di automobilismo Alex Zanardi? A suo tempo, l'atleta aveva reagito con grinta invidiabile al brutto incidente in pista e si era dedicato alla handbike, una disciplina sportiva molto simile al ciclismo, ma praticata utilizzando le braccia al posto delle gambe.

Alex sentiva di dover fare qualcosa per le tante persone che vivevano la sua condizione e stava mettendo su una squadra di paraciclismo

Presenta così il suo progetto Obiettivo3"La sera prima delle Paralimpiadi di Rio, nel 2016, ripensando alla mia storia, alla mia carriera agonistica, ho realizzato ancora una volta come la vita mi abbia messo a dura prova, ma anche regalato moltissime opportunità che purtroppo non tutti hanno. È dalla voglia di condividere, di rinascere, di poter far provare anche ad altri le mie stesse emozioni che è nato il desiderio di regalare un'opportunità e di voler sostenere coloro che vorrebbero avvicinarsi allo sport ma non possono". 


La rinascita attraverso lo sport

​“Credevamo di doverlo aiutare, di fargli forza in questa fase difficile della sua vita e invece è lui che dà forza a noi, non sapete quanta!”​

Antonello non poteva lasciarsi scappare quell'occasione e s'iscrive ad Obiettivo3. Da quel momento la sua vita cambia ancora, questa volta in meglio. "Lo sport - ci dice con decisione - mi ha fatto tornare il sorriso, mi ha fatto diventare più forte di prima. Ho già partecipato a 4 gare, mi alleno con costanza e determinazione. Attualmente mi sto preparando, perché vorrei competere a livello nazionale. Da quando sono nella squadra di Alex, sono felicissimo e sono spesso in giro nei weekend, sto girando l'Italia".

Da qualche settimana, Antonello ha anche trovato un nuovo lavoro, presso un'assicurazione di Larino. È sicuro e disinvolto nei movimenti, grazie alla sua carrozzina super leggera e pieghevole, con la quale riesce a salire e scendere dall'auto in perfetta autonomia. L'abbiamo scelta insieme, tra le tante a disposizione nel nostro store, perché era la più adatta alle sue esigenze. Sembrava fatta su misura per il nostro giovane atleta: snella e veloce come lui. Ed ogni volta che ci viene a trovare in negozio per una messa a punto, lo vediamo sempre più sicuro di sé. Questa volta siamo stati noi a fargli visita al lavoro e i suoi colleghi ci hanno avvicinati dicendo: "Credevamo di doverlo aiutare, di fargli forza in questa fase difficile della sua vita e invece è lui che dà forza a noi, non sapete quanta!".

Il nostro giovane eroe ha accettato l'intervista con un obiettivo preciso, lanciare un messaggio a quanti si arrendono di fronte agli ostacoli della vita: "La forza di volontà - ci confida con saggezza - è in grado di abbattere qualunque muro. Il mio motto, infatti, è non mollare mai, perché la vita è bella. Anzi, da quando sono in carrozzella è ancora più piena. L'amore per lo sport mi ha insegnato a non vedere più gli ostacoli, ma cosa c'è dietro. Fatelo anche voi".




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